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“Immagina di avere 6 o 7 anni e che di fronte a te c’è tua madre….”

Immagina di avere 6 o 7 anni e che di fronte a te c’è tua madre. Immagina, poi, che lei ti dica: “Sono più contenta di te quando tu….

Immagina, ancora, di avere 6 o 7 anni e dimmi: “Da che cosa mamma era spaventata? Che cosa proprio non voleva per te?

Queste sono due delle domande che utilizzo di più nella mia pratica clinica per comprendere le spinte e le ingiunzioni che orientano la vita della persona che ho di fronte.

Le Ingiunzioni sono proibizioni o comandi negativi, un “Non” ai bisogni, comportamenti, sentimenti del bambino. Essi provengono generalmente dallo stato dell’Io Bambino del genitore e sono comunicate a livello non verbale ed in modo non consapevole da parte dei genitori, quando gli stimoli provenienti dal figlio sono vissuti come minacciosi o sono in competizione con i bisogni del Bambino del genitore. Le ingiunzioni sono dunque in relazione alle sofferenze personali del genitore e ai suoi vissuti. I Gouldings identificano 12 ingiunzioni: Non esistere, Non essere te stesso, Non essere piccolo, Non crescere, Non farcela, Non (è rischioso), Non essere importante, Non appartenere, Non essere intimo, Non pensare, Non sentire, Non essere in salute.

Il modello ridecisionale dell’A.T. enfatizza la lettura fenomenologica dei messaggi che vengono trasformati dalla persona nel corso della sua vita. Alcune ingiunzioni difficilmente potranno essere costruttive e protettive, soprattutto se toccano il diritto di esistere e di essere se stessi. Il bambino però potrebbe comunque accettarle, allo scopo di mantenere la relazione con l’adulto significativo, assicurandosi così la propria sopravvivenza.

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I Gouldings sottolineano che le ingiunzioni di un genitore non possono costringere il bambino a scrivere il proprio copione in un dato modo: è il bambino che decide cosa fare delle ingiunzioni ricevute. “Un bambino può accettare un’ingiunzione così com’è, mentre un altro può modificarla in maniera ingegnosa per diminuirne l’influenza e un altro ancora può rifiutarsi di accettarla.”

Le Spinte o Controingiunzioni sono messaggi espliciti, verbali, dati consapevolmente dal genitore, provenienti dallo stato dell’Io G del genitore e immagazzinate nel G2. Esse rispecchiano la cultura ambientale ed i valori familiari. Indicano al bambino come deve essere, quali sono i comportamenti appropriati e ricompensati. Il nome di Controingiunzioni è stato dato inizialmente da Berne e da Steiner (1974), perché ritenevano che tali messaggi contrastassero le Ingiunzioni. In realtà, veicolando il messaggio “Sei ok se, e solo se…” non contrastano le Ingiunzioni, ma rafforzano le convinzione di copione: di fatto rappresentano l’altra faccia della medaglia del copione, in quanto ne promuovono l’attuazione. Kahler[1], svolgendo studi sulle molteplici Controingiunzioni esistenti, le ha classificate in 5 categorie, a cui ha dato il nome di spinte o drivers: Dacci dentro, Spicciati, Sii Perfetto, Sii forte, Compiacimi.

Questi messaggi sono recepiti dal bambino quando questi inizia ad usare il linguaggio e sono facilmente accessibili alla consapevolezza. Si tratta di messaggi comunque restrittivi che promuovono lo sviluppo del copione, impedendo la flessibilità e la crescita dell’individuo. Ad esempio una persona può scegliere di “lavorare sodo” (Controingiunzione DACCI DENTRO) e utilizzare inconsapevolmente questa strategia per non stare in contatto con le proprie emozioni (Ingiunzione NON SENTIRE): così facendo non contrasta il proprio copione, ma lo rinforza!!!

Altri elementi che influiscono sullo sviluppo del copione sono i programmi o modelli parentali.

Si tratta di messaggi informativi che indicano come seguire le ingiunzioni e le controingiunzioni, (ad es. si mostra come fare a non manifestare le proprie emozioni). Tali messaggi sono provenienti dall’A. dei genitori e indirizzati all’A del bambino. Tuttavia sarebbe più corretto indicarli nella matrice di copione come provenienti dall’Adulto contaminato del genitore e immagazzinati nell’Adulto contaminato del bambino. I programmi vengono descritti in AT come frasi che iniziano con: “Ecco come fare…” Individuando le ingiunzioni e le controingiunzioni sia della madre sia del padre del paziente è possibile costruire la matrice di copione. Steiner[2] fu il primo ad ideare la matrice di copione per poter rappresentare il copione graficamente.

La matrice di copione è un diagramma che rappresenta in termini di Stati dell’Io la trasmissione delle controingiunzioni (dal G del genitore al G del bambino), del programma (dall’A dei genitori all’A del bambino) e delle ingiunzioni (dal B dei genitori al B del bambino). In questo modo è possibile ricostruire ed analizzare il copione del cliente.

Le ingiunzioni e le controingiunzioni hanno un notevole peso nella costruzione del copione di vita, tuttavia non sono i messaggi genitoriali a determinare il piano di vita del bambino, ma è lo stesso bambino a decidere. Scrive in proposito Berne (1972; pp.3 5):

“Il destino di ogni essere umano viene deciso da quanto succede dentro la sua testa, dopo che si è confrontato con quanto avviene fuori di essa”.

 

1 Kahler , T. (1978), Transactional Analysis Revisited, Human Development Pubblication, Little Rock

2 Steiner C. (1974). Copione e Controcopione. Transactional Analysis Journal, 1, 25-28. In: Scilligo P., Bianchini S., (a cura di). I premi Eric Berne. Roma: IFREP

– Woollams, S., Brown, M. (1985). Analisi Transazionale. Assisi: Cittadella

 

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