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La relazione terapeutica

La relazione terapeutica ha un ruolo centrale come esperienza emozionale correttiva e come strumento d’azione. Permette infatti di affrontare le emozioni conflittuali legate ai modelli operativi che emergono e richiamano esperienze emotive passate particolarmente dolorose.

In linea con il paradigma psicanalitico, l’Analisi Transazionale, nel parlare di relazione terapeutica, distingue fra: relazione reale e relazione transferale (o transfert).
La relazione reale è una relazione alla pari, nella quale terapeuta e cliente collaborano entrambi per il cambiamento di quest’ultimo. Il terapeuta mette a disposizione le sue competenze; il cliente si “compromette verso il cambiamento” portando materiale in linea con l’obiettivo terapeutico.

All’interno della relazione reale ci sono alcuni valori imprescindibili:
• la Libertà. La persona ha il potere di scegliere o meno di “vivere” meglio, decidendo quindi della propria esistenza, in base alla sua capacità di pensare, sentire ed agire;
• l’Uguaglianza. Pari dignità e validità di tutte le persone come esseri umani, a prescindere dalla razza, religione, sesso, estrazione sociale, convinzioni politiche, ecc;.
• il Rispetto dell’Unicità della Persona: ogni persona ha valore per il solo fatto di esistere.

Tali principi sono in stretta correlazione con la filosofia dell’ AT (si rifanno infatti ai suoi tre assunti di base) e nella relazione terapeutica vengono rispettati attraverso il metodo contrattuale e la comunicazione aperta.
Il metodo contrattuale è alla base di una relazione paritaria. Berne (1966) definisce il contratto tra terapeuta e paziente: “Un impegno esplicito e bilaterale per un ben definito corso d’azione”. In questo modo la relazione terapeutica viene ad essere un accordo tra persone adulte, che hanno entrambe una respons-abilità nell’impegnarsi verso il raggiungimento degli obiettivi definiti nel contratto.
Accanto allo scambio reale tra paziente e terapeuta, è importante sottolineare lo scambio transferale, che avviene al di fuori della consapevolezza del paziente.
Si parla di Transfert quando le reazioni, le emozioni, le percezioni o le idee del cliente rispetto al terapeuta sono basate su esperienze passate piuttosto che sul qui ed ora. Dal punto di vista fenomenologico, il tempo in cui esso viene vissuto è il passato che sostituisce il presente, attraverso l’esternalizzazione illusoria di una relazione interna tra il soggetto e un altro significativo del passato (Clarkson, 1991). Il Transfert, quindi, rappresenta un modello relazionale anticipatorio, appreso dalle precedenti relazioni oggettuali, che si cerca di replicare indipendentemente dall’unicità della persona che si ha dinanzi nel presente.

 

BIBLIOGRAFIA

– Berne, E. (1961), Analisi Transazionale e Psicoterapia, Roma, Astrolabio (1971)

– Clarkson, P. (1992), Transactional analysis psychotherapy, Tavistock/Routledge, Londra e New York

– Scilligo, P. (1994), La relazione d’aiuto fondata sull’azione, Roma,IFREP