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Analisi Transazionale

Trattamento della depressione

TA Treatment of Depression: three
case study research – Liliana, MD, Bia

G. C. Cavallero, E. Berdini, E. Moretti, F. Vulpiani

Scuola di Analisi Transazionale – SIFP Roma

 

These studies are part of an Italian series of systematic
replication of Hermeneutic Single Case Efficacy Design (HSCED) aiming to
support the efficacy of Transactional Analysis treatment for depression.

A rich case record with quantitative and qualitative data
was collected for each case and analysed by two teams of researchers in order
to develop arguments either for or against 1) the claim that a change occurred,
2) the role of therapy in change, 3) mediator and moderator factors of change.
Finally, a panel of independent judges came to a verdict about the quality of
the outcome and the factors of change.

Qualitative data includes Change Interview at the end of
the therapy (CI) and Helpful and hindering Aspect of Therapy (HAT).
Quantitative data include instruments for: depression (PHQ9), distress (CORE),
anxiety (GAD7) and Personal problems (PQ).

All patients fulfilled DSM criteria for Major Depression
and received 16 sessions of a manualized transactional analysis treatment
(Widdowson, 2013), tailored in accordance with their personality traits as
diagnosed with SWAP and Psychodynamic Diagnostic Manual.

The first case presents Liliana, a 67 years old Italian
female with severe Major Depression (severe) and histrionic and narcisistic
personality traits. Her PQ described emotional problems due to divorce from her
husband after 33 years of marriage, feeling of lloneliness, helplessness,
inability to handle daily life, lack of interest anddifficulty in managing
anger.

The second case presents MD, a 37 years old Italian female
with mild Major Depression (mild) and dependent and histrionic (SWAP)
personality traits. Her PQ described longstanding problems about relationship,
loneliness, feeling of inadequacy and guilt.

The third case presents Bia, a 44 years old Italian female
with mild Major Depression (mild) in comorbidity with anxiety disorder and
dependent and histrionic personality traits. He PQ described desperation for
being unable to have chidren, difficulties in relationship with the partner,
feeling of guilt for the choices made in the past, fear for the future, job
dissatisfaction.

The three cases showed a mixed to good outcome as for RCI
index and clinical cut off in quantitative measures (PHQ9, CORE, GAD7, PQ), and
a good outcome in qualitative patients’ accounting of therapy (HAT, CI),
supporting the claim that TA Therapy for depression may be effective.

The patients’ personality characteristics (SWAP), theirs
experiences of the therapists and theirs perception of their own change (CI)
and theirs perceptions of helpful and hindering aspects of the therapies (HAT)
are presented and discussed in respect of developing and refining the
theoretical model of TA treatment for depression.

 

BIBLIOGRAFIA

– Widdowson, M. (2013) Transactional Analysis for Depression Stage One Treatment Manual. Unpublished Manuscript, University of Salford.

– Novellino, M. (2003) L’organizzazione depressiva, in L’approccio clinico in analisi transazionale. Francoangeli, Milano

 

Lavorare sui sogni in maniera gestaltica

“Sognare permette a ciascuno di noi di essere tranquillamente e veramente folle, ogni notte della nostra vita”  William Dement

Analizzare i sogni durante un percorso terapeutico è spesso un’esperienza entusiasmante (non solo per il paziente, ma anche per il terapeuta!!!).
Rivivere le emozioni del sogno, cogliere il senso del messaggio onirico e collegarlo all’esperienza di vita attuale significa fare un viaggio insieme che spesso culmina nella scoperta di un tesoro. Immagina una nave fantastica che ti permette di attraversare luoghi che mai avresti immaginato…

Prima di proporre un esempio, tratto dalla mia esperienza personale, farò una breve sintesi (che chi vuole può saltare!) sulla funzione del sogno, su cosa intendo per interpretazione e sull’approccio che utilizzo in terapia per lavorare sui sogni.

Il sogno è l’attività psichica che si svolge durante il sonno. Secondo Jung tale attività ha un obiettivo di autoregolazione e di creazione di benessere: attraverso la funzione compensativa il sogno armonizza la psiche facendo riemergere tutto ciò che è ignorato, trascurato o represso nella veglia; mediante la funzione prospettica il sogno anticipa nell’inconscio ciò che verrà attuato in futuro a livello conscio (il sogno non è profetico in senso letterale, ma svela piani intuitivi per arrivare a obiettivi desiderabili).

I sogni sono una fonte importante e molto ricca di conoscenza del nostro modo di essere, sono una risorsa per spiegare e capire il passato, il presente e per intuire verso quali orizzonti ci stiamo dirigendo.
Ogni persona rielabora e ritrasforma le specificazioni astratte esistenti valendosi di stimoli sensoriali presenti, memorie del passato e intenzioni prospettiche. Proprio in virtù di questo il sogno è creazione originale della persona che sogna.

 

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“Immagina di avere 6 o 7 anni e che di fronte a te c’è tua madre….”

Immagina di avere 6 o 7 anni e che di fronte a te c’è tua madre. Immagina, poi, che lei ti dica: “Sono più contenta di te quando tu….

Immagina, ancora, di avere 6 o 7 anni e dimmi: “Da che cosa mamma era spaventata? Che cosa proprio non voleva per te?

Queste sono due delle domande che utilizzo di più nella mia pratica clinica per comprendere le spinte e le ingiunzioni che orientano la vita della persona che ho di fronte.

Le Ingiunzioni sono proibizioni o comandi negativi, un “Non” ai bisogni, comportamenti, sentimenti del bambino. Essi provengono generalmente dallo stato dell’Io Bambino del genitore e sono comunicate a livello non verbale ed in modo non consapevole da parte dei genitori, quando gli stimoli provenienti dal figlio sono vissuti come minacciosi o sono in competizione con i bisogni del Bambino del genitore. Le ingiunzioni sono dunque in relazione alle sofferenze personali del genitore e ai suoi vissuti. I Gouldings identificano 12 ingiunzioni: Non esistere, Non essere te stesso, Non essere piccolo, Non crescere, Non farcela, Non (è rischioso), Non essere importante, Non appartenere, Non essere intimo, Non pensare, Non sentire, Non essere in salute.

Il modello ridecisionale dell’A.T. enfatizza la lettura fenomenologica dei messaggi che vengono trasformati dalla persona nel corso della sua vita. Alcune ingiunzioni difficilmente potranno essere costruttive e protettive, soprattutto se toccano il diritto di esistere e di essere se stessi. Il bambino però potrebbe comunque accettarle, allo scopo di mantenere la relazione con l’adulto significativo, assicurandosi così la propria sopravvivenza.

 

 

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La relazione terapeutica

La relazione terapeutica ha un ruolo centrale come esperienza emozionale correttiva e come strumento d’azione. Permette infatti di affrontare le emozioni conflittuali legate ai modelli operativi che emergono e richiamano esperienze emotive passate particolarmente dolorose.

In linea con il paradigma psicanalitico, l’Analisi Transazionale, nel parlare di relazione terapeutica, distingue fra: relazione reale e relazione transferale (o transfert).
La relazione reale è una relazione alla pari, nella quale terapeuta e cliente collaborano entrambi per il cambiamento di quest’ultimo. Il terapeuta mette a disposizione le sue competenze; il cliente si “compromette verso il cambiamento” portando materiale in linea con l’obiettivo terapeutico.

All’interno della relazione reale ci sono alcuni valori imprescindibili:
• la Libertà. La persona ha il potere di scegliere o meno di “vivere” meglio, decidendo quindi della propria esistenza, in base alla sua capacità di pensare, sentire ed agire;
• l’Uguaglianza. Pari dignità e validità di tutte le persone come esseri umani, a prescindere dalla razza, religione, sesso, estrazione sociale, convinzioni politiche, ecc;.
• il Rispetto dell’Unicità della Persona: ogni persona ha valore per il solo fatto di esistere.

Tali principi sono in stretta correlazione con la filosofia dell’ AT (si rifanno infatti ai suoi tre assunti di base) e nella relazione terapeutica vengono rispettati attraverso il metodo contrattuale e la comunicazione aperta.
Il metodo contrattuale è alla base di una relazione paritaria. Berne (1966) definisce il contratto tra terapeuta e paziente: “Un impegno esplicito e bilaterale per un ben definito corso d’azione”. In questo modo la relazione terapeutica viene ad essere un accordo tra persone adulte, che hanno entrambe una respons-abilità nell’impegnarsi verso il raggiungimento degli obiettivi definiti nel contratto.
Accanto allo scambio reale tra paziente e terapeuta, è importante sottolineare lo scambio transferale, che avviene al di fuori della consapevolezza del paziente.
Si parla di Transfert quando le reazioni, le emozioni, le percezioni o le idee del cliente rispetto al terapeuta sono basate su esperienze passate piuttosto che sul qui ed ora. Dal punto di vista fenomenologico, il tempo in cui esso viene vissuto è il passato che sostituisce il presente, attraverso l’esternalizzazione illusoria di una relazione interna tra il soggetto e un altro significativo del passato (Clarkson, 1991). Il Transfert, quindi, rappresenta un modello relazionale anticipatorio, appreso dalle precedenti relazioni oggettuali, che si cerca di replicare indipendentemente dall’unicità della persona che si ha dinanzi nel presente.

 

BIBLIOGRAFIA

– Berne, E. (1961), Analisi Transazionale e Psicoterapia, Roma, Astrolabio (1971)

– Clarkson, P. (1992), Transactional analysis psychotherapy, Tavistock/Routledge, Londra e New York

– Scilligo, P. (1994), La relazione d’aiuto fondata sull’azione, Roma,IFREP